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Cantina Tollo risponde
Da qualche tempo sulle vostre bottiglie le sigle doc e igt sono state sostituite da Dop e Igp. Perché questo cambiamento? Cosa significa?
Anzitutto va sottolineato che non è cambiato nulla nella qualità. La variazione della dicitura è dovuta all’entrata in vigore dell’Organizzazione Comune del Mercato (OCM), ovvero l’adozione di regole comuni a tutti i paesi europei per molti prodotti tra cui anche il vino. Dop e Igp sono le sigle internazionali e corrispondono a Doc e Igt. Per l’Italia è per ora facoltativa la scelta di usare la nuova dicitura o conservare quelle tradizionali. Noi abbiamo deciso di adeguarci subito.
Cosa vogliono dire Doc e Igt, Dop e Igp?
Doc indica Denominazione di Origine Controllata, Igt Indicazione Geografica Tipica, Dop Denominazione di Origine Protetta, Igp Indicazione Geografica Protetta. Come si può vedere il significato è molto simile. Le regole di produzione della Doc o Dop implicano un legame con il il territorio di origine del prodotto più forte rispetto all’Igt o Igp.
Cosa significa autoctono?
Significa "che ha avuto origine in un certo posto e che ancora oggi si trova in quel luogo". Nel caso del vino, autoctono indica una varietà di uva locale, la cui storia è iniziata in una specifica regione e in uno specifico areale, dove dà la migliore espressione. L’Italia è ricca di vitigni autoctoni. In Abruzzo i più noti sono il Montepulciano e il Trebbiano ma oggi è crescente l’interesse per il Pecorino, la Cococciola, la Passerina.
Come si produce un Cerasuolo?
Il Cerasuolo è un vino rosato prodotto con uve Montepulciano d'Abruzzo. Il colore rosa viene ottenuto in modo naturale grazie alla parziale macerazione a freddo delle bucce con il mosto, durante la fase di fermentazione. Una volta assunto il colore desiderato, avviene la pressatura soffice e la rimozione delle bucce. Il vino rosato di qualità, quindi, non si ottiene dal mix di vino bianco e rosso!
E’ vero che se guido non devo bere vino?
Dipende da quanto si beve! Vino e guida non sono incompatibili, se si usano buon senso e moderazione. Se l'indicazione di quanto si può bere è soggettiva, perché dipende dal metabolismo della persona, dal sesso e dal peso corporeo, si può dire che un bicchiere e mezzo di vino a pasto è un quantitativo sicuro per non "sforare". Un consiglio? Attendere almeno mezz'ora dall'ultimo bicchiere prima di mettersi alla guida, approfittandone per fare due parole con gli amici sorseggiando dell'acqua.
Se sono a dieta posso bere vino?
Il vino si può inserire perfettamente nella dieta. Anche qui, tutto dipende dalla quantità. Un bicchiere di vino a pasto è consentito ed è dimostrato che fa anche bene alla salute, grazie agli antiossidanti in esso contenuti.
Perché a volte mi viene il mal di testa quando bevo lo spumante o il vino bianco?
Una delle caratteristiche del vino bianco è l'acidità piuttosto elevata, che conferisce la piacevole nota di freschezza. Per ottenerla è necessario evitare che, nella fase di produzione, avvenga la fermentazione malolattica, fenomeno naturale che porta all’abbassamento dell'acidità. Viene quindi aggiunta anidride solforosa, sostanza naturale che, ai soggetti molto sensibili, può provocare mal di testa.
Come devo conservare la bottiglia di vino?
La bottiglia va conservata in luogo asciutto e fresco, meglio se buio. Va mantenuta coricata in modo che il tappo sia bagnato dal vino e ne permetta la minimale ossigenazione. Il vino, infatti, è vivo e deve “respirare”.
Per quanto tempo posso conservare la bottiglia prima di berla?
Dipende dal tipo di vino. In generale per quelli bianchi da consumare giovani è meglio non attendere più di 18 mesi, per i rossi importanti l’invecchiamento può proseguire per diversi anni. Infine una nota sul Vino Cotto, specialità recuperata da Cantina Tollo. Più si attende più il vino migliora tanto che, nella tradizione, veniva imbottigliato alla nascita della prima figlia e dato in dote al momento del matrimonio.


